Italia, leader nel supercalcolo europeo

L’Italia è uno dei paesi leader in Europa nel settore del supercalcolo, grazie a infrastrutture avanzate e alla presenza di istituzioni di ricerca di alto livello.

Il cuore del supercalcolo italiano è il Tecnopolo Data Manifattura di Bologna, nominato “Dama” (dalla sintesi di “Data e “Manifattura”) che ospita attualmente il supercomputer Leonardo – uno dei più potenti al mondo – il data center dell’ECMWF (European Center for Medium-Range Forecasts) e i sistemi dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare).

Il Tecnopolo è oggi il principale nodo dell’infrastruttura italiana per l’HPC computing e uno dei principali nodi europei, destinato a diventare la “Ai Factory” italiana, cuore pulsante dell’innovazione legata ai Big Data e all’Intelligenza Artificiale, grazie alla convergenza di infrastrutture di calcolo, dati e competenze, qui riunite al servizio di imprese, startup e progetti di pubblica utilità.

Il supercomputer Leonardo

Leonardo è un supercomputer di classe pre-exascale con una potenza di calcolo di 240 PetaFLOPS (pari a 240 milioni di miliardi di operazioni al secondo). Grazie ai suoi 3.500 processori e 14.000 GPU di ultima generazione, si colloca tra i primi quattro supercomputer più potenti a livello globale, capace di affrontare alcune tra le sfide scientifiche più complesse e di accelerare enormemente simulazioni e analisi dati in numerosi campi.

Leonardo è stato cofinanziato dall’Impresa Comune EuroHPC Joint Undertaking e dal Ministero dell’Università e della Ricerca ed è gestito da CINECA, il consorzio interuniversitario che dal 1969 gioca un ruolo cruciale nello sviluppo dell’HPC computing in Italia e in Europa.

Leonardo è progettato per affrontare sfide scientifiche e industriali in settori come:

  • Intelligenza Artificiale e Machine Learning: addestramento di reti neurali su larga scala.
  • Simulazioni climatiche: analisi dell’evoluzione del clima globale.
  • Biomedicina: ricerca su nuovi farmaci attraverso simulazioni molecolari avanzate.
  • Energia e industria: ottimizzazione di processi produttivi e progettazione di nuovi materiali.

L’HPC per l’innovazione delle imprese italiane ed europee

Oltre a Leonardo, l’Italia vanta altri supercomputer di rilievo che contribuiscono alla sua capacità computazionale complessiva, anche in ambito privato. È infatti dalla sinergia tra settore pubblico e privato che nasce la notevole posizione dell’Italia nell’HPC. EuroHPC ha riconosciuto tale eccellenza affidando all’Italia progetti pilota di grande importanza. Uno di questi è INNOVATE, un consorzio guidato da Cineca che ha ottenuto il finanziamento per realizzare il primo supercalcolatore europeo dedicato espressamente all’industria, ospitato anch’esso presso il Tecnopolo di Bologna – combinerà la potenza del supercalcolo con la flessibilità del cloud, integrando tecnologie avanzate sia GPU che CPU. Lo scopo è di accelerare l’adozione dell’AI e, più in generale, delle tecnologie HPC nel tessuto industriale italiano ed europeo. In pratica, imprese e startup potranno accedere a questa risorsa con modalità adatte alle loro esigenze operative, beneficiando di uno standard di servizio pensato per il mondo produttivo.

In conclusione, l’Italia si è ritagliata un ruolo da protagonista nel supercalcolo europeo. L’iniziativa EuroHPC funge da moltiplicatore, fornendo fondi e coordinamento affinché le eccellenze locali (come il Tecnopolo di Bologna) diventino hub internazionali del calcolo avanzato. Per aziende e stakeholder italiani questo significa avere accesso a infrastrutture HPC di primo livello sul territorio nazionale, con opportunità di collaborazione in progetti europei all’avanguardia. Il supercalcolo è destinato a diventare sempre più pervasivo nei processi di innovazione: disporre delle competenze e delle infrastrutture giuste sarà un fattore determinante per competere nell’economia data-driven dei prossimi anni. L’impegno congiunto di Europa e Italia in questo settore promette quindi ricadute positive su ricerca, industria e startup, creando un ecosistema in cui il calcolo ad alte prestazioni diventa leva di crescita e sviluppo tecnologico condiviso.