EuroHPC: unire le forze in Europa
L’Europa considera il supercalcolo (HPC) una tecnologia critica per il proprio futuro scientifico e industriale. Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha investito ingenti risorse per costruire un ecosistema continentale del supercalcolo all’avanguardia. Grazie agli investimenti recenti, l’Europa si è affermata come leader globale nel settore HPC, con una rete di supercomputer pre-exascale tra i più potenti al mondo. In altre parole, l’UE vede l’HPC come un pilastro per l’innovazione e la sovranità digitale europea, indispensabile per affrontare sfide epocali come i cambiamenti climatici, le pandemie, la sicurezza energetica e lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.
Per concretizzare questa visione, nel 2018 è stata lanciata l’Impresa Comune EuroHPC (EuroHPC Joint Undertaking), un’iniziativa paneuropea volta a sviluppare un ecosistema HPC europeo di livello mondiale. EuroHPC coordina gli investimenti congiunti di UE, stati membri e partner privati per creare infrastrutture di supercalcolo condivise e progetti di ricerca associati.
Gli obiettivi dell’iniziativa EuroHPC sono: rafforzare l’infrastruttura di supercalcolo in Europa, fornendo capacità di calcolo avanzate a università, enti di ricerca e aziende; sviluppare software e applicazioni HPC per la scienza e l’industria; sostenere la formazione di competenze specializzate, per favorire la diffusione delle tecnologie HPC nei settori strategici; promuovere la ricerca nel quantum computing, integrando i futuri computer quantistici con i supercomputer tradizionali.
I risultati sono già tangibili: attualmente l’Europa vanta tre supercomputer pre-exascale tra i primi 10 al mondo – Leonardo in Italia, LUMI in Finlandia e MareNostrum 4 in Spagna – capaci ciascuno di eseguire centinaia di milioni di miliardi di operazioni al secondo.
Oltre a potenziare l’hardware, EuroHPC guarda anche al futuro delle tecnologie computazionali. Una componente innovativa della strategia è l’integrazione del quantum computing: l’UE ha previsto l’acquisizione di sei computer quantistici da installare in vari Paesi (Italia compresa), interconnessi ai centri di supercalcolo esistenti. Queste risorse quantistiche, accessibili alla comunità scientifica e industriale europea, affiancheranno i supercomputer tradizionali per affrontare problemi complessi (ottimizzazione di traffico, simulazione di molecole e reazioni chimiche, ecc.) combinando approcci di calcolo diversi. Parallelamente, l’UE sta promuovendo iniziative per sfruttare l’HPC nell’Intelligenza Artificiale: ad esempio, con il bando “AI Factories” (2024) la Commissione ha avviato la creazione di hub che offriranno agli sviluppatori accesso ai supercomputer europei per accelerare l’addestramento di modelli di AI generativa. Queste fabbriche di AI intendono consolidare la posizione dell’Europa come leader nell’innovazione responsabile, sfruttando al massimo la potenza dei supercomputer per costruire AI avanzata in linea coi valori europei.
In sintesi, grazie a EuroHPC e alle politiche comunitarie, l’Europa sta creando un vero ecosistema integrato di supercalcolo. Ciò significa non solo disporre dei computer più potenti, ma anche facilitare l’accesso a tali risorse da parte di ricercatori, imprese e startup in tutto il continente.